Nel manoscritto anonimo – denso di note atte a riservare al lettore dettagli significativi – sono riportate le cronache di tutte le esecuzioni capitali eseguite in Bologna dal 1030 al 1791, le quali avvenivano nella forma del supplizio, ovvero con modalità spettacolari, tali da comportare sofferenze prolungate.
[...]
Più precisamente, il primo tomo riporta un catalogo di giustizie (ossia di esecuzioni capitali) occorse in Bologna dal 1030 al 1539, tratto dalle cronache di alcuni storiografi locali, tra cui si ricordano i nomi di Nicolò Seccadanari, Frà Cherubino Ghirardazzi. Il secondo, connotato da una maggiore precisione, riporta le esecuzioni svolte dal 1540 al 1791. Le relazioni, accuratamente trascritte e sintetizzate dagli anonimi estensori, sono tratte dai libri dei Confortatori della Compagnia dei Cherubini di Bologna, dedicata a S. Maria della Morte.
Nel manoscritto sono menzionate 1498 esecuzioni intervenute in un lasso temporale di 250 anni. I dati relativi al numero di esecuzioni avvenute tra il 1780 e 1791 risultano lacunosi, tuttavia l'analisi dell’andamento delle pratiche di pena di morte testimonia una considerevole riduzione con l’inizio del ’600 sino ad assumere un carattere del tutto sporadico con l’inizio del ’700. (Fonte: Biblioteca Europa, Scienze Giuridiche : patrimonio librario, fondi e collezioni / a cura di Paolo Ferretti e Giorgia Maragno. - Trieste : EUT, 2024, p. 62-64).